UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARÀ UTILE di PETER CAMERON

Titolo: Un giorno questo dolore ti sarà utile

Autore: Peter Cameron

Casa Editrice: Adelphi

Pagine: 206

Prezzo: 17,50 ma disponibile versione economica

Dove trovarlo: Un giorno questo dolore ti sarà utile https://amzn.eu/d/3tLLXxx




TRAMA 

James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università («Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché»), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine –, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio... I puntini di sospensione sono un espediente abusato, ma in questo caso procedere oltre farebbe torto a uno dei pochi scrittori sulla scena che, come sa bene chi ha amato Quella sera dorata, chiedono solo di essere letti. Anticipare le avventure e i pensieri di James rischierebbe di mettere in ombra la singolare grazia che pervade questo libro, e da cui ci si lascia avvolgere molto prima di riconoscere, nella sua ironia inquieta e malinconica, qualcosa che pochi sanno raccontare: l’aria del tempo.



LEGGILO SE

Leggilo se sei alla ricerca di un libro che parli di cosa vuol dire sentirsi persi, senza un proprio spazio nel mondo. 

Leggilo se cerchi un romanzo di formazione (ma non troppo)


NON LEGGERLO SE

Non leggerlo se cerchi un romanzo in cui alla fine ogni problema della vita trova la soluzione. 



COSA NE PENSO

Ammetto di aver deciso di leggere questo libro convinta dai social (come ormai spesso accade). L'ho visto diverse volte su instagram e ho deciso di leggerlo e di dire la mia. 

Ho notato che ci sono molti pareri contrastanti sul web e se cercate di decidere se leggerlo o meno io vi dirò... dipende!

Il libro mi è piaciuto molto, l'ho trovato godibile. Una scrittura facile e scorrevole, dei personaggi simpatici e un sottotesto che mi ha toccata nel profondo. 

Sicuramente è un libro che può piacere molto o che può annoiare terribilmente, perchè fondamentalmente in questo libro non succede nulla. Quindi se cercate il classico romanzo introspettivo di formazione in cui attraversiamo le varie fasi di crescita del personaggio... non è questo il libro per voi. 

Se volete un libro che vi dica che "andrà tutto bene" e che "ogni cosa si risolve per il meglio"... non è questo il libro per voi. 

Cameron descrive la crisi adolescenziale di un ragazzo di 18 anni che non ha ancora trovato il suo posto nel mondo, che si sente perso e solo in una società a lui troppo distante. Ma non è così che ci siamo sentiti in tanti, crescendo?

E' proprio questo, secondo me, il punto di forza di questo libro. Il mettere in luce il senso di stordimento che colpisce alcuni adolescenti al loro impatto con il mondo "adulto". Molti hanno criticato il libro dicendo che non succedeva nulla, che arrivava ad un finale piatto, senza la crescita del protagonista. Ma io dico che è proprio questo che Cameron voleva portarci: la vita. 

James ha 18 anni e non vuole andare al college, vuole solo trovarsi una casetta in mezzo al nulla e leggere le cose che gli interessano. Si sente oppresso dalle regole e dalle imposizioni sociali, si sente estraneo alla società consumista di cui fa parte, pensa di odiare i suoi coetanei perché lui è "diverso". Ma non è così che ci siamo sentiti un po' tutti? E abbiamo risolto le nostre crisi esistenziali forse in qualche mese? Direi di no. Abbiamo preso le nostre scelte, fatto le nostre esperienze e formato il nostro carattere. Questo libro è perfetto per i ragazzi del liceo, perché è un modo non troppo invasivo per dirgli "non sei l'unico", "non sei sbagliato". La frase con cui si conclude il libro ha dato il senso a tutta la lettura e mi ha strappato un sorriso, lasciandomi pienamente soddisfatta della mia lettura. 



Se lo avete letto fatemelo sapere qui o su instagram dove mi trovate come @unalibraiaincorsia

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